Accoglienza e personalizzazione del servizio: milestone del consulente di orientamento


Gli interventi di consulenza orientativa, essendo dedicati alla persona ed ai suoi obiettivi professionali o formativi, sono necessariamente servizi ad altissimo grado di personalizzazione. Anzi, adattare il servizio alla singola persona non è un opzione del consulente, ma un obbligo professionale e deontologico.

E questo vale naturalmente per tutti gli ambiti in cui interviene questo tipo di consulenza: career coaching, outplacement, orientamento professionale, universitario o scolastico.

Ogni persona che il consulente si trova davanti è diversa per età, profilo professionale e sua spendibilità nel mercato, esperienza alle spalle, attitudini e punti di forza, valori e bisogni e, non ultimo, modalità di fronteggiamento e tenuta emotiva nelle fasi decisionali o di transizione.

Per chi si avvicina a queste professioni, ma talvolta purtroppo anche per chi già le fa, è necessario comprendere che fare l’orientatore o il consulente di orientamento non significa far compilare qualche scheda di bilancio di competenze al cliente o rifargli il curriculum, ma significa porsi come un coach il cui primo obiettivo è capire chi ha di fronte, di cosa ha bisogno, dove si sente forte e dove debole rispetto a ricerca del lavoro, come sta cercando lavoro, che conoscenza ha del mercato, che consapevolezza ha di sé e dei propri obiettivi.

Di conseguenza un percorso di consulenza orientativa non sarà mai uguale ad un altro, né nei contenuti né nelle fasi che si susseguono. Il bilancio di competenze, ad esempio, è una metodologia fondamentale nell’orientamento, ma non è detto che debba sempre essere implementato o approfondito allo stesso modo. Se il cliente non sa davvero cosa sa fare, cosa vuole fare e cosa può fare allora sarà fondamentale supportarlo in un percorso di autovalutazione approfondito, ma se invece abbiamo a che fare con una persona con le idee molto chiare su di sé e sul percorso professionale, molto probabilmente possiamo saltare questa fase o magari farla in versione “light”.

D’altra parte un consulente di orientamento può nel corso della sua carriera avere a che fare con giovani che non hanno idea di che strada scegliere o con altri più consapevoli e decisi, con adulti in transizione che vogliono proseguire un determinato percorso di carriera o con altri che devono o vogliono cambiare completamente. Potremmo andare avanti molto ad elencare tutte le casistiche possibili, per ognuna delle quali è doveroso pensare un percorso ed un approccio ad hoc.

Ecco perché il primo incontro con il cliente, quello dell’accoglienza, non è una semplice formalità conoscitiva, ma un milestone di tutto il percorso. È il momento in cui noi consulenti capiamo che tipo di consulenza dobbiamo implementare ma anche il momento in cui il cliente capisce se può davvero affidarsi a noi e che cosa significa fare un percorso del genere in termini di impegno e proattivazione.

Uno degli output fondamentali di questo incontro è un patto tra consulente e cliente (chiamato a volte patto di servizio), con cui le due parti dichiarano di essersi reciprocamente riconosciute nei loro ruoli, bisogni, diritti e oneri operativi. Ma anche con cui le parti si chiariscono rispetto a quello che succederà da lì in poi.

Si può dunque immaginare come già in questa primissima fase consulenziale debbano emergere alcune delle competenze e caratteristiche fondamentali di chi vuole fare questo lavoro come ad esempio capacità di ascolto, empatia, abilità nel porre domande.

A volte si pensa che per fare l’orientatore sia sufficiente imparare qualche tecnica o avere qualche conoscenza del mercato del lavoro. Si tratta invece di una professione importante, delicata e che richiede determinate attitudini e competenze, e per avvicinarsi alla quale è fondamentale formarsi attraverso percorsi formativi specifici. Se sei interessato ad approfondire questo ambito professionale, dai uno sguardo al Master in Coaching per l’Orientamento e lo Sviluppo di Carriera organizzato da OrienTarget.

Alessandro Pornaro

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